Birre Artigianali: Recensioni e Guide Guida alle birre artigianali

Luppolo italiano, reale possibilità o utopia?

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scritto da EFW Staff

Il luppolo: l’anima della birra!

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Assieme all’acqua, all’orzo e ai lieviti è l’ingrediente principale della produzione della birra. Il luppolo fa parte della famiglia delle Cannabacee, si presenta sotto forma di pianta rampicante i cui fiori a forma di cono sono specificatamente usati per la produzione della birra, ma solamente i fiori della pianta femmina, perché sono i soli a contenere luppolina, una polvere giallo-bruna che conferisce il tipico sapore amaro a seconda della quantità utilizzata, inoltre funge da conservante e disinfettante naturale.
Ricordiamoci che per la legge italiana, la birra non può definirsi tale se non contiene il luppolo!

Luppolo italiano, prezioso ingrediente

Negli ultimi anni, grazie alla svolta dell’homebrewing in Italia si è registrata sempre una maggiore volontà da parte dei birrifici artigianali di autogestirsi completamente la produzione di birra, partendo dal principio, il luppolo. Ma ancora il settore non ha avuto la svolta desiderata, ci sono numerosi progetti e start-up sperimentali che conducono ricerche e studi sulla loro produzione di luppolo italiano, per capire quale attecchisce meglio in Italia e le sue particolarità. Questo perché potrebbe dare ancora una migliore caratterizzazione alla birra nostrana conferendogli caratteristiche davvero uniche e inimitabili che potrebbe far dire a tutto il mondo: “ah, questa birra è italiana!”.
Questo potrebbe essere quasi un vezzo, rispetto all’ulteriore radicamento al territorio della birra artigianale e alla facilità di approvvigionamento grazie al quale potremmo svincolarci dall’acquisto dall’estero.

Coltivare il luppolo in Italia

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Sarebbe importante capire, come per i vigneti, dove si adatta meglio il luppolo in Italia per coltivare le giuste specie nei luoghi più adeguati alla semina.
Preferisce il clima temperato umido ed è molto resistente al freddo, in particolare ha bisogno di alcuni giorni di temperature particolarmente basse per poter dare un buon raccolto l’anno successivo; inoltre cresce particolarmente vigoroso se orientato verso sud e quindi ampiamente esposto al sole.
Ad ogni modo il luppolo è una coltivazione che ben si adatta a tutte le superfici modificandosi a seconda del terreno.
I fiori si raccolgono ad agosto e settembre a seconda delle latitudini e la loro maturazione si riconosce nel momento in cui il cono cambia consistenza, da umidi a una consistenza simile alla carta. È pronto per essere usato solo una volta che è stato essiccato.

La birra con luppolo italiano

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Birra Baladin
La birra artigianale in Italia per eccellenza, il birrificio precursore di ogni tipologia di birra artigianale. Birra Baladin, con il suo fondatore Teo Musso, è stato il primo birrificio in Italia a autoprodursi il luppolo per la birra che festeggiava il 150° dell’Unità d’Italia: Birra Nazionale. Il luppolo nasce dagli studi dello stesso birrificio in collaborazione con Tecnogranda e l’Istituto Agrario di Cussanio che hanno creato il primo luppoleto sperimentale all’interno dell’istituto.

Microbee(r)
Questo progetto prevede la creazione di una birra artigianale completamente prodotta da materie prime made in Italy, o meglio Made in Sardegna. Anche in questo caso la collaborazione avviene tra un gruppo di imprese, micro birrifici e il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari.

Italian Hops
Questa start-up è la prima in Italia a coltivare luppolo 100% italiano per la vendita ai birrifici. A settembre 2017 è in arrivo il primo raccolto di luppolo italiano con tre varianti chiamate Futura con aromi erbacei e terrosi, Aemilia che produce aromi erbacei e speziati e Mòdna, resinoso ed erbaceo.

Stiamo a vedere!

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