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Gli aperitivi più amati dagli italiani

aperitivo
scritto da Serena

Quali sono e come si preparano gli aperitivi più amati e bevuti dal Bel paese?

In Italia il rituale dell’aperitivo, si sa, è sacro! Quel momento di relax dopo una lunga giornata di lavoro o di studio che permette di staccare totalmente il cervello trascorrendo qualche momento in compagnia bevendo il drink preferito. Che anticipi una lunga serata o preannunci solo una piacevole pausa pre-cena l’aperitivo ha dei capisaldi che accomunano tutti da nord a sud. Vediamo quindi quali sono gli aperitivi preferiti dagli italiani e come possiamo facilmente prepararli in casa in vista di piacevoli momenti conviviali in questa estate 2018 appena cominciata.

Spritz

Signore e signori, sua maestà lo spritz!
Questo aperitivo merita una spiegazione particolare del nome e della sua storia. Pare che l’aperitivo più famoso d’Italia che arriva dal Veneto, il cui nome di veneto non ha proprio nulla, sia in realtà un’invenzione dei soldati dell’Impero austriaco che risiedevano nella Repubblica Serenissima. I soldati, che erano abituati a bevande con grado alcolico minore, come la birra, per attenuare l’elevata gradazione alcolica dei vini veneti, usavano allungarli con seltz o acqua frizzante. Proprio dal costume di spruzzare il vino bianco con altro, che in tedesco austriaco si traduce con il verbo “spritzen“, nacque lo Spritz. In Veneto poi si cominciò a correggerlo con Aperol o Select a partire dagli anni ’20 o ’30 anni in cui il primo venne presentato alla Fiera di Padova nel 1919 e cominciava la produzione del secondo da parte dei fratelli veneziani Pilla.

Le sue varianti sono molteplici, Aperol, Campari, Select o Cynar, ma la base è sempre la stessa, lo spirt bianco con una parte di vino frizzante, solitamente prosecco, e una spruzzata di acqua frizzante o seltz. Le correzioni aggiungono una parte di bitter a scelta mantenendo le proporzioni di:

  • 1/3 di vino bianco frizzante;
  • 1/3 di bitter;
  • 1/3 di acqua frizzante

Doverosa la fettina d’arancia, un’oliva e una ciotola di patatine per accompagnare il tutto.

Hugo

Recentemente spopola nei bar di tutta Italia l’Hugo, un aperitivo dalle origini altoatesine nato nel 2005 dal barman di Naturno Roland Gruber, come alternativa allo spritz. Un mix di base di prosecco, sciroppo di fiori di sambuco (o di melissa), seltz (o acqua gassata) e foglie di menta. La sua caratteristica principale è la freschezza e facile bevibilità; per prepararlo potete seguire la ricetta originaria di Gruber o la variante più comune con lo sciroppo di fiori di sambuco

  • 15 cl di prosecco
  • 2 cl di sciroppo di melissa
  • uno spruzzo di soda
  • menta
  • per decorare: una fetta di lime

la variante con lo sciroppo di fiori di sambuco invece prevede

  • 6 cl (40%) di prosecco
  • 6 cl (40%) di seltz
  • 3 cl (20%) di sciroppo di fiori di sambuco
  • foglie di menta

In entrambi i casi, gli ingredienti vengono versati direttamente nel bicchiere, normalmente un calice, con alcuni cubetti di ghiaccio.

Mezzoemezzo Nardini

Una novità tutta veneta che negli ultimi anni impazza tra i giovani e pian piano sta prendendo piede anche in altre parti d’Italia, stiamo parlando del Mezzoemezzo Nardini. Il cocktail prende il nome dal liquore aperitivo della più famosa grapperia d’Italia con sede a Bassano del Grappa (VI), appunto il MezzoeMezzo, un infuso di 7 erbe amaricanti e frutta, a base di rabarbaro tipico del ponte di Bassano, frutto della tradizione bicentenaria di Nardini. La preparazione casalinga di questo cocktail non è per nulla complicata, procuratevi una bottiglia di Mezzoemezzo Nardini e seguite le nostre istruzioni:

  • 1/2 Mezzoemezzo® Nardini
  • 1/2 Soda
  • Scorza di limone a decorare

Bellini

Il Bellini, ora brand della casa vinicola Canella, è uno dei più famosi aperitivi a livello internazionale, nato anche questa volta, in Veneto. La sua storia parte ancora una volta da Venezia quando nel 1948 Giuseppe Cipriani, capo barista dell’Harry’s Bar, preparando questo cocktail da colore rosato lo intitolò al pittore veneziano perchè ricordava il colore della toga di un santo in un dipinto di Giovanni Bellini (il Giambellino). L’internazionalità del drink arriva quando un imprenditore francese instaurò una rotta commerciale verso New York per trasportare la polpa di pesche bianche, ingrediente principale del Bellini, tra l’Italia e l’America.
Non è facile creare un Bellini homemade a regola d’arte, tutto sta negli ingredienti di prima qualità e la polpa di pesca di prima scelta, in particolare la ricetta originale prevede l’utilizzo di polpa e succo di pesca bianca veronese, schiacciata e non frullata. Mixate assieme

  • 10 cl di prosecco
  • 5 cl di polpa di pesca

Mescolate i due ingredienti lentamente per non provocarne una perdita eccessiva di gas, e servite l’aperitivo rigorosamente in un flûte.

Americano

Se preferite un aperitivo più alcolico, spostatevi indubbiamente sull’americano, un cocktail di dubbia origine, ma considerato tra i più famosi d’Italia! Una versione attribuisce la nascita dell’aperitivo nel lontano 1860 presso il Gaspare Campari’s bar a Milano. Non si spiega dunque il nome del cocktail, i cui ingredienti sono tutti italianissimi: Campari e Soda milanesissimi e il Vermut è di Torino. Si racconta che sarebbe stato chiamato così in onore di Primo Carnera, un pugile italiano molto attivo negli Stati Uniti, e per questo detto appunto “l’Americano”.

Preparatelo rigorosamente seguendo la tecnica “build over ice” seguendo i nostri consigli:

  • 3 cl di bitter
  • 3 cl di vermut rosso
  • Una spruzzata di soda

Il bicchiere su cui preparalo è lo stesso dell’Old Fashioned, colmo di ghiaccio. Si versa Vermouth rosso e Bitter, e Soda. Mescolate bene gli ingredienti tutti assieme. Decorate con una scorzetta di limone e una fettina d’arancia.

Di alternative alla solita birra o al bicchiere di vino ve ne abbiamo date a sufficienza, quindi ora, buon aperitivo!

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Serena