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Uva corvina, un preziosissimo vitigno

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scritto da Serena

Uva corvina: caratteristiche di questo vitigno

L’uva corvina è il vitigno che da origine a due tra i più pregiati vini italiani: l’Amarone e il Bardolino. Si tratta di un vitigno a bacca nera che nasce e cresce nel territorio di Verona e qui trova il suo habitat naturale per fortificarsi e maturare le caratteristiche organolettiche dei suoi grappoli. Vinificata sia fresca che passita, questo vitigno può essere presente nella composizione degli uvaggi per una percentuale che va dal 45% al 95%.

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Uva corvina: maturazione

La Corvina matura tra fine settembre e inizio ottobre, per questo della anche a germogliamento tardivo e maturazione medio – tardiva. Necessita di allevamento che prevede il rinnovo annuale del tralcio e potatura lunga. Particolarmente sensibile allo stress idrico e alle scottature degli acini, la corvina ha un acino di medie dimensioni, buccia spessa e consistente, blu – nero.

Uva corvina: il vino

L’uva corvina da origine all’omonimo vino, di colore rosso rubino intenso, con riflessi tendenti al viola, sapore acidulo e corposo. É però più comune trovarla mescolata con altri vini come Corvinone e Rondinella, grazie a cui da vita ad alcuni importanti vini DOC e DOCG veronesi: il Bardolino e l’Amarone

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Uva corvina: i vini prodotti con la corvina

Sicuramente il Bardolino DOC è un degno rappresentante dei vini prodotti con l’uva Corvina, vinificata fresca. Dal 2001 riporta la dicitura DOCG, nasce infatti nei vigneti lungo l’arco collinare del Lago di Garda e prende il nome dall’omonimo Paese. Viene prodotto con Corvina Veronese, Rondinella e l’eventuale aggiunta di altri vitigni veronesi autorizzati dal disciplinare. Il mix di uve, tra cui la corvina, regalano al Bardolino DOC un sapore asciutto, sapido e leggermente amarognolo, comunque armonico.

A nord di Verona, tra le dolci colline del Valpolicella DOC, nasce un altro vino che deriva dalla vinificazione passita della Corvina, ovvero l’Amarone. Le uve di corvina, vendemmiate tardivamente a fine settembre o primi di ottobre, restano ad appassire in ambienti areati ed asciutti fino a fine dicembre, poi pigiate.

Da qui poi prende forma l’Amarone, composto oltre che da Corvina Veronese, anche da Corvinone (dal 40 al 70%) e altre varietà veronesi, sempre in base ai disciplinari di produzione.

Una poetica interpretazione dell’Amarone si legge fra gli scritti di Pino Botteon “Vino maestoso che alla dignità sposa virilità e grazia; il suo colore rutilante, cardinalesco, con intreccio di granata e di vetusto, è sintesi di tramonti. Il suo profumo è dono di cento primavere. Austero, coriaceo, granitico, è insieme vellutato e carezzevole, sobrio, concettuoso, pensoso: solenne per fausta storia, esprime l’energia di zolle assetate, riflette la luce del cielo, ricorda il sacrificio dell’uomo”.

Non potrebbe descrivere meglio questo capolavoro!

 

 

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Serena