Guide sul vino Vino: Recensioni e Consigli

Il Vin Brulé

Bicchiere di Vin Brulé con scorza d'arancia e cannella - Enjoy Food & Wine
scritto da EFW Staff

Il Vin Brulé, un caldo abbraccio nelle fredde serate invernali

Con l’arrivo del freddo il Vin Brulé si rivela un ottimo compagno per riscaldare il corpo e l’anima.
Questa bevanda calda ha numerose proprietà benefiche, antisettiche e balsamiche dovute ai principi attivi dei suoi ingredienti; i tannini del vino svolgono un’azione antivirale, mentre i chiodi di garofano sono potenti antibatterici e le scorze di limone sono considerate antisettiche e balsamiche.
Il Vin Brulé si beve in compagnia durante le festività, per questo la convivialità è uno degli elementi che lo caratterizzano.

Scopriamo insieme le origini antiche e la preparazione di questa coccola alcolica.

Origini del Vin Brulé

Il Vin Brulè ha origini molto antiche. Già nell’antica Roma vino e miele erano un abbinamento comune e spesso venivano aggiunte spezie come alloro, pepe, zafferano e datteri che avevano una funzione conservante. Il nome di questa bevanda era conditum paradoxum, della quale ci rimane testimonianza nelle pagine del Re Coquinaria di Apicio.
Successivamente fu rielaborato dai frati che conoscevano bene le proprietà delle erbe; nel Medioevo si consumavano infatti vini speziati freddi il cui sapore è facilmente riconducibile a quello del brulé attuale.

Negli anni la tradizione di bere vino caldo si diffuse soprattutto tra le popolazioni alpine e dei paesi europei in cui fa molto freddo.

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Preparazione del Vin Brulé

La ricetta del Vin Brulé prevede questi ingredienti: 1 litro di vino rosso fermo e corposo, 2 stecche di cannella, 8 chiodi di garofano, la scorza di 1 limone e di 1 arancia, 200 g. di zucchero, ½ noce moscata e 1 anice stellato.

L’ elemento fondamentale per la preparazione del Vin Brulé è un vino rosso corposo, ma in alcune regioni alpine si utilizza anche il vino bianco. L’aggiunta delle spezie varia a seconda della località, ma nella versione tradizionale non possono mancare la cannella e i chiodi di garofano. La cottura deve avvenire lentamente per evitare la decomposizione degli zuccheri che potrebbe essere nociva.

La gradazione alcolica dipende dal vino scelto per la preparazione della bevanda, di solito fra gli 11 e i 14 gradi, ma diminuisce in base al tempo e alla cottura a fiamma bassa del Brulé, in quanto il calore fa evaporare l’alcol etilico.

Fonti immagini: www.vinook.it, www.dolomiti.it

Fonte ricetta: ricette.giallozafferano.it

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