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Vini dolci friulani, ecco le DOCG

Vini dolci friulani grappolo d'uva - EFW
scritto da EFW Staff

Friuli Venezia Giulia, vocazione per i vini dolci 

La sotto-zona Ramandolo dei Colli Orientali del Friuli, sulle colline vicino Nimes è diventata da alcuni anni Ramandolo DOCG. Il territorio vanta una lunga storia basata sulla pratica della viticoltura. Un tempo gli agricoltori si dedicavano alla coltura della vite solo per il consumo familiare o per ricavarne un moderato reddito. Molto probabilmente le generazioni successive hanno saputo cogliere il valore inestimabile dell’esperienza fatta dai padri e capito la vocazione del territorio. Dalla seconda metà del secolo scorso sono nate molte aziende vitivinicole che hanno saputo valorizzare il territorio. Oggi il Ramandolo è uno dei vini dolci friulani più conosciuti con un mercato sempre in espansione.

Colli Orientali del Friuli sono scenario di un’altra DOCG, quella del Picolit. Tutte le uve prodotte in questo territorio possono uscire sotto la denominazione. Due cru, particolarmente vocate, sono la sotto-zona Cialla e la sotto-zona Rosazzo.

Altri vini dolci si trovano nella zona della DOC Friuli Isonzo dove dominano il Moscato giallo e il Moscato rosa.

Vini dolci friulani panorama - EFW

Ramandolo, vino conosciuto fin dall’antichità

Il disciplinare di produzione del Ramandolo è chiaro circa le modalità di produzione di questo vino. I vigneti devono essere nella zona in cui ricade la DOCG. L’allevamento è posto su terrazzamenti stretti con una resa per ettaro di massimo 8 tonnellate. La densità non deve essere inferiore ai 3000 ceppi per ettaro. La conduzione degli allevamenti va, quindi eseguita a mano escludendo la meccanizzazione. I vigneti, inoltre, devono essere ben soleggiati e mantenere il minimo di umidità. La loro pendenza è del 30%. Questo evita il ristagno idrico che nuoce alla pianta.
Il vino Ramandolo è di un bellissimo colore dorato più o meno intenso. Al naso sviluppa persistenti sentori di albicocca, fichi e miele. Al palato è una gradita riconferma di persistenza. Ritornano i frutti con la loro dolcezza unita alla corposità. Vellutato come la seta è un vino da meditazione che non disdegna, comunque, abbinamenti particolari. Molto gradevole con formaggi erborinati, col San Daniele, con i dolci tipici della tradizione friulana.

Picolit e l’aborto floreale

Vini dolci friulani Picolit

La storia del Picolit risale all’epoca romana. Già in alcuni scritti si parla di un’uva con aborto floreale. I fiori dei grappoli appassiscono prima di diventare frutto e gli acini rimasti sono piccoli e dolci. Notizie dell’originale tecnica dell’appassimento risalgono al 1773 ad opera dell’abate Cianciani. Le uve andavano appese al solaio dalla vendemmia fino a dicembre inoltrato, quando poi veniva eseguita la vinificazione. Purtroppo, il Picolit ben presto per le caratteristiche della sua uva difficile da coltivare, perse popolarità e la produzione negli anni ’80 si ridusse a qualche migliaio di bottiglie. La vite di Picolit molte volte veniva allevata insieme al verduzzo per ottimizzare i risultati del territorio.
Il Picolit, oggi, è uno dei più conosciuti vini dolci in assoluto. La DOCG Colli Orientali del Friuli Picolit prevede che sia prodotto con almeno l‘85% dell’omonimo vitigno. La sotto-zona Cialla invece impone che la produzione sia fatta col 100% di Picolit. All’esame visivo si presenta di un bel dorato. Al naso saltano fuori sentori fruttati e di legno. Il suo sapore è delicato fine, elegante e straordinariamente armonico. L’abbinamento ideale è con formaggi erborinati e pasticceria secca.

Moscato giallo e rosaaromatici vini dolci friulani

Questi due vitigni sono presenti nella DOC Friuli Isonzo. Il Moscato giallo e il Moscato rosa particolarmente aromatici si adattano per vini amabili e spumanti. Il Verduzzo friulano, invece, lo si trova nella tipologia Amabile e Dolce. La vendemmia tardiva, ovvero l’appassimento sulla pianta e la vinificazione ritardata con relativa concentrazione di zuccheri negli acini, è realizzata con i vitigni Friulano(ex tocai), Verduzzo, Chardonnay, Sauvignon e Pinot bianco.

Fonti immagini: worldoffinewine.com, wikimedia.org, lifeandtravel.com

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