Guide sul vino

Vino in gravidanza, Si ad un bicchiere di rosso ai pasti!

Donna incinta con calice di vino rosso - EFW - Vino in gravidanza
scritto da EFW Staff

Si può consumare il vino in gravidanza?

L’eccesso di alcol durante i nove mesi viene duramente condannato dagli specialisti, che invitano a riflettere tutte le future mamme sui rischi che il consumo di alcolici può comportare per la salute del nascituro.

Diversamente riguardo all’assunzione di un solo bicchiere al giorno di vino, soprattutto se rosso, ci sono pareri contrastanti: cerchiamo allora di fare chiarezza, evidenziando pro e contro derivanti dal consumo di vino durante la gestazione.

I rischi dell’alcol in gravidanza

Durante la gestazione sono numerosi i fattori che possono compromettere la salute del feto: una scorretta alimentazione, il tabagismo, una scarsa attività fisica, un eccesso di peso e non da ultimo proprio l’alcolismo.

L’alcol è infatti in grado di attraversare la placenta, raggiungendo i vasi sanguigni del bebé con notevoli ripercussioni sullo sviluppo neonatale. Un eccesso di alcol in gravidanza interferisce con gli ormoni deputati alla crescita, compromettendo le facoltà intellettive e psicomotorie del bambino, e può talvolta determinare una gravissima patologia chiamata sindrome alcolico fetale (FAE), che comporta problemi cerebrali, disturbi neurologici e neuropsicologici, danni cerebrali organici.

Niente superalcolici, aperitivi e birra

Gli specialisti invitano le future mamme ad evitare o limitare considerevolmente il consumo di alcol durante la gravidanza: in particolare è fondamentale astenersi dai superalcolici, che anche in quantitativi ridotti introducono nell’organismo un considerevole apporto alcolico (oltre che calorico!).

Da evitare anche caffè corretti o aperitivi a base liquorosa, dove la presenza di zuccheri incide sensibilmente sul quantitativo di alcol assimilato.

Vino e birra vantano grosso modo la stessa gradazione alcolica, eppure secondo i ginecologi la seconda andrebbe comunque bandita dalle tavole delle gestanti: il suo consumo si limita infatti al solo piacere gustativo, ma non reca alcun beneficio alla futura mamma, anzi può rallentarne la digestione per la notevole presenza di anidride carbonica.
Stesso discorso per il vino bianco, mentre se guardiamo al rosso le cose cambiano un po’.

Vino rosso: i benefici di un bicchiere ai pasti

Un bicchiere di vino rosso, da distribuire durante i pasti principali, non viene escluso dalla dieta delle donne in gravidanza: grazie all’elevata presenza di preziosi antiossidanti naturali, i polifenoli, il vino rosso rappresenta infatti un valido alleato per la salute della mamma, aiutando a migliorare la circolazione sanguigna e la rigenerazione dei tessuti.

Fondamentale resta sempre l’avvertimento di limitarne il consumo esclusivamente ad una sola dose quotidiana, così da non interferire con lo sviluppo del feto.

E in cucina?

Il vino può essere liberamente impiegato per la preparazione dei piatti, poiché con l’aumentare delle temperature l‘alcol evapora anche senza che sia raggiunta l’ebolizzione: nessuna limitazione dunque alla consuetudine di insaporire il risotto con una spruzzata di vino bianco o ad annaffiare lo spezzatino di carne con un buon cabarnet.

L’importante è attendere qualche minuto prima di assaggiare la pietanza, così da essere certi che le sostanze volubili siano del tutto evaporate. Da evitare invece gli alimenti “flambé“, nei quali il limitato tempo di contatto con la fiamma impedisce la completa dissoluzione dell’alcol, che rimane nei cibi in percentuali anche superiori all’80%.

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