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Asparago Bianco di Cimadolmo Igp

asparagi
scritto da Annalisa

Una grande Igp veneta: l’Asparago Bianco di Cimadolmo

Oltre all’Asparago di Bassano DOP, il Veneto vanta due altri prodotti a marchio tra gli asparagi regionali, due Indicazioni Geografiche Protette, vere istituzioni della cucina tradizionale veneta e appartenenti alla più antica e lontana tradizione contadina e culinaria regionale. Tra queste spicca l’Asparago Bianco di Cimadolmo Igp.

Caratteristiche dell’Asparago Bianco di Cimadolmo Igp

Rigorosamente bianco, turgido e dal gambo grosso e consistente. L’Asparago Bianco Igp di Cimadolmo, piccola cittadina della provincia trevigiana, è molto apprezzato per il suo sapore delicato e fresco. Il colore candido è dovuto alla sua attenta coltivazione nelle terre alluvionali del Piave e alla tecnica di coprire con teli scuri le coltivazioni in modo da non far passare la luce. Le terre di Cimadolmo, bagnate dalle acque fluviali, sono sabbiose e limose e la loro permeabilità permette un buon drenaggio dell’acqua che, grazie alle frequenti piogge primaverili di questa zona, permettono una crescita veloce e sana dell’asparago.
La sua unicità è data non solo dall’inconfondibile gusto dolce e delicato ma anche dalla sua breve stagionalità, si trova infatti solamente nei mesi di aprile e maggio. E’ stato il primo asparago ad ottenere la certificazione di prodotto a marchio in tutta Europa e ad essere premiata è stata non solo l’elevato pregio organolettico ma anche il rigido disciplinare che viene seguito per la sua coltivazione.

Asparago Bianco di Cimadolmo Igp: un po’ di storia

La storia dell’asparago inizia in tempi lontani, era già apprezzato e consumato ai tempi dell’Impero Romano e a darne testimonianza è niente meno che Plinio il Vecchio che lo definì un alimento prodigioso; la sua coltivazione divenne sistematica e controllata nel 1600 e il suo consumo divenne sempre più ampio. Anche a Cimadolmo la coltivazione era diffusa e a darne testimonianza è Agostinetti che nel 1679 scriveva proprio della lavorazione di questo ortaggio. In Cimadolmo divenne largamente sviluppato, così come nelle vicine campagne venete, in tempi più recenti, meno di un secolo fà fino ad arrivare ai numeri di oggi in continuo aumento; la richiesta di questo squisito ortaggio non sembra arrestarsi.

La coltivazione dell’Asparago Bianco di Cimadolmo Igp

coltivazione asparagi

Il terreno va preparato accuratamente per garantire l’ottima qualità del prodotto finale e la totale assenza di pigmentazione che lascia l’asparago bianco e candido. Si parte con l’aratura leggera, seguita dalla ripuntatura profonda e dalla concimazione minerale per concludere con la pacciamatura, fase di preparazione del terreno molto importante. La coltivazione dell’Asparago di Cimadolmo Igp segue le tecniche di difesa fitosanitaria biologica e integrata.
Il lavoro è lungo e preciso e solamente dopo tre anni si possono raccogliere i primi ortaggi, per il primo anno la raccolta si concentra in un massimo di 20 giorni mentre dall’anno successivo in poi i turioni vengono raccolti per un periodo più lungo, che può durare anche due mesi.
In negozio gli asparaga bianchi di Cimadolmo Igp li trovate sempre al meglio, così come ordina il disciplinare, si possono vendere mazzi fregiati del marchio solamente turioni in ottimo stato, grossi, sani e polposi, bianchi ,lavati e appartenenti alla stessa ottima qualità.

Asparago Bianco di Cimadolmo Igp in cucina

asparago

Le ricette tipiche venete vogliono l’asparago lesso accompagnato con l’uovo sodo tagliato in quarti o finemente triturato, il tutto condito con olio e aceto balsamico; ma questi asparagi dolci, corposi e delicati sono perfetti per cucinare ottimi risotti o cotti al forno avvolti da pancetta o ancora come ripieno per le lasagne insieme al saporito formaggio Asiago Dop. Anche semplicemente lessati in acqua e mangiati con un filo d’olio extra vergine d’oliva sono deliziosi.

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Fonti:
www.asparagobiancodicimadolmo.it
www.marcadoc.com
www.stradadellasparago.it

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Annalisa