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Tutta la verità sul Kamut

spighe
scritto da Annalisa

Conosciamo veramente il Kamut?

Lo sapevate che quasi la metà del consumo globale di prodotti Kamut si registra in Italia? Nello Stivale siamo grandi consumatori del cereale Khorasan ma sappiamo veramente quello che stiamo mangiando?
Kamut adatto ai celiaci…Kamut antico cereale dei faraoni…Niente di tutto ciò è veritiero ma, grazie ad una campagna marketing fatta ad hoc e ad informazioni pubblicitarie poco chiare sono queste le informazioni errate che si sono diffuse intorno ai prodotti firmati Kamut.

Conosciamo meglio questo cereale…

Due piramide dorate e alte spighe gialle formano il logo stampato sui prodotti firmati Kamut; ma questo altro non è che un marchio registrato (come Mulino Bianco o Nutella) che ha associato il suo nome alla coltivazione e produzione, che detiene in monopolio, del grano Khorasan. Il marchio Kamut è stato registrato negli anni 80 da Bob Quinn, un imprenditore statunitense del Montana che iniziò a coltivare il grano Khorasan nelle pianure del Montana e di alcuni stati canadesi e a produrre una vasta linea di prodotti da forno marchiati con il nome Kamut.

kamut

Questo termine è stato ripreso dall’antica lingua egizia, nella quale significa appunto grano, per dare l’idea al consumatore che si tratti di un antico cereale coltivato e consumato dai faraoni, ma ciò non è fondato e dunque sembra più un’invenzione mediata.
Piuttosto questo cereale, il grano Khorasan, deve il suo nome ad una regione iraniana posizionata nella zona anatolica che presumibilmente ne diede i natali e dove viene ancora oggi coltivato in quantità. Non si tratta quindi necessariamente di un grano egiziano d’altri tempi e tanto meno il marchio Kamut usa cereali prodotti nei paesi mediterranei.
Sapevate inoltre che il grano Khorasan è coltivato anche in Italia? Così come in altri paesi anche nel nostro Paese esiste una piccola produzione, ma non può essere commercializzato con il marchio registrato Kamut a meno che la licenza non sia rilasciata dalla Kamut International Itd (l’azienda madre statunitense) e la produzione controllata dalla Kamut Enterprises of Europe che gestisce il marchio nei paesi europei. In Italia una piccola produzione di questo grano, che ha preso il nome di Saragolla, viene coltivata in una zona ristretta compresa tra la Lucania, il Sannio e l’Abruzzo.

Sfatiamo un falso mito: Kamut per celiaci?

Niente di più errato, si è diffusa tra i consumatori la convinzione infondata che il kamut sia privo di glutine ma al contarrio il grano Khorasan contiene in buone quantità questa proteina e non è dunque adatto a chi ne è intollerante. La quantità di glutine presente è praticamente sovrapponibile, anzi leggermente maggiore (di circa un 5%), a quella presente nel grano duro e superiore ad alcuni grani teneri.

Le virtù del Kamut

Se le informazioni vaghe e poche chiare hanno dato al Kamut un’aurea salutare ed antica un po’ esagerata c’è comunque da dire che questo grano possiede delle caratteristiche positive che lo rendono ben digeribile e ottimo per la panificazione.

  • Il Khorasan marchio Kamut è coltivato con il metodo biologico;
  • fa parte dei cosiddetti cereali antichi, come il farro monocco e l’italianissimo Senatore Cappelli, che per loro natura non sono stati soggetti a selezioni genetiche e miglioramenti;
  • è ben digeribile;
  • vanta una maggior quantità di proteine, zinco, selenio rispetto alla maggior parte dei grani duri moderni;

Farina, pane, cracker e grissini, biscotti, pasta e dolci…i prodotti Kamut hanno invaso in pochi anni le nostre tavole e le mensole dei negozi; ma quanti di voi conoscevano la vera storia del grano Khorasan?

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Annalisa